Test The Blood of Dawnwalker: il GDR vampiresco che renderebbe fiero Geralt, ed entusiasma GameBlog
9.0
Credit: Bandai Namco

Test The Blood of Dawnwalker: il GDR vampiresco che renderebbe fiero Geralt, ed entusiasma GameBlog

Fabian Fabian Lainé
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In breve

The Blood of Dawnwalker, primo titolo di Rebel Wolves fondato da veterani di CD Projekt RED, è un RPG dark fantasy vampiresco ambizioso ambientato nei Carpazi del XIV secolo. Con una scrittura di grande impatto, un sistema duale giorno/notte che permea davvero il gameplay e scelte morali che hanno un peso reale, supera molti RPG recenti, anche se soffre di un mondo aperto datato e di alcune asperità tecniche da correggere.

Se avete amato The Witcher 3 e cercate un GDR dark fantasy impegnativo, con un vero peso morale nelle sue scelte, The Blood of Dawnwalker merita l'acquisto, anche a costo di aspettare una patch day one per la versione console. Su PC invece, l'esperienza è già solida dall'inizio alla fine, ci dice il giornalista di GameBlog.

Rebel Wolves, fondato da veterani di CD Projekt RED, firma un GDR ambientato nei Carpazi del XIV secolo. Si veste i panni di Coen, trasformato in Vespertino - umano di giorno, vampiro di notte - con 30 giorni per salvare la sua famiglia dagli artigli del signore vampiro Brencis. Il twist narrativo non è cosmetico: pervade tutto il gameplay.

Ciò che funziona

La scrittura è chiaramente il vero capolavoro del gioco. Le scelte tra umanità e sete di sangue non si limitano a mostrare una barra morale vuota: possono letteralmente uccidere un PNG importante se trascurate di nutrirvi in piena conversazione. È crudele, è memorabile, e questo colloca The Blood of Dawnwalker al di sopra di molti GDR recenti su questo terreno.

La dualità giorno/notte mantiene le sue promesse anche sul fronte gameplay secondo GameBlog. In forma umana, si ritrovano le sensazioni Witcher-like modernizzate, spada e magia del sangue. In forma vampiresca, il gioco vira verso qualcosa di più viscerale: teletrasporto, scalata dei muri, artigli devastanti. I combattimenti, con il loro sistema a quattro direzioni in stile Kingdom Come Deliverance, sono chiaramente più proattivi rispetto a quelli di The Witcher 3, soprattutto nei duelli contro i boss.

Sul fronte contenuti, il titolo non sembra lesinare: sabotaggi di accampamenti, caccia ai mostri, esorcismi, saccheggio di rovine. Contate una cinquantina d'ore per completare l'essenziale in Difficile, senza che diventi opprimente.

Ciò che non convince

Il mondo aperto, invece, sa di già visto. Ricalcato sul modello di The Witcher 3, propone un grande terreno di gioco complessivamente vuoto tra i punti d'interesse, con un riempimento minimo al di fuori delle attività scriptate. Undici anni dopo, la formula non sorprende più.

Il bestiario manca anche di varietà - due o tre pattern per tipo di nemico, memorizzati in fretta - e il blocco del bersaglio va in tilt non appena si affrontano più avversari. Dal punto di vista tecnico, la sessione PC di GameBlog in ultra a 1440p girava a oltre 100 fps, tranne nella città principale dove i cali sotto i 60 fps di giorno destano qualche perplessità, così come il trattamento riservato alla Xbox Series S, limitata a 30 fps.

Verdetto: un GDR dark fantasy con una scrittura e un gameplay duale davvero ispirati, leggermente frenato da un mondo aperto datato e da qualche asperità tecnica da correggere.

Punti di forza

  • Scrittura e scelte morali con vere conseguenze irreversibili
  • Dualità giorno/vampiro che cambia realmente il gameplay, non solo esteticamente
  • Combattimenti proattivi a quattro direzioni più dinamici di The Witcher 3
  • Cast di personaggi memorabili, ben valorizzato sia in italiano che in lingua originale
  • Contenuti generosi (~50 ore) senza essere gonfiati artificialmente

Punti deboli

  • Mondo aperto ricalcato su The Witcher 3, vuoto tra i punti d'interesse
  • Bestiario poco vario, pattern dei nemici imparati a memoria in fretta
  • Blocco del bersaglio capriccioso in combattimento contro più avversari
  • Cali di framerate in città e Xbox Series S bloccata a 30 fps

Verdetto

Un GDR vampiresco dalla scrittura mordace e dal gameplay duale inebriante, frenato da un mondo aperto datato.

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The Blood of Dawnwalker vi attira nonostante i suoi difetti tecnici e il suo mondo aperto datato?

Domande frequenti

Chi ha sviluppato The Blood of Dawnwalker e da dove viene la sua ispirazione?
Rebel Wolves, uno studio fondato nel 2022 da veterani di CD Projekt RED che hanno lavorato su The Witcher 3. L'influenza del titolo del 2015 è evidente, ma The Blood of Dawnwalker non è una pallida copia — è un RPG dark fantasy che regge da solo con il suo ingegnoso twist vampiresco.
Qual è il concetto centrale del gioco e perché è importante?
Vestite i panni di Coen, trasformato in Vesperale (umano di giorno, vampiro di notte), con 30 giorni per salvare la vostra famiglia dagli artigli del signore vampiro Brencis. Questo twist vampiresco non è cosmetico — permea tutto il gameplay e le meccaniche, creando una vera dualità giorno/notte.
Come funziona realmente il sistema di scelte morali in questo gioco?
Le scelte tra umanità e sete di sangue non si limitano a mostrare una barra morale vuota. Trascurare di nutrirvi nel bel mezzo di una conversazione può letteralmente uccidere un PNG importante, il che rende le decisioni crudeli e memorabili.
Che differenza c'è tra i combattimenti in forma umana e in forma vampiresca?
In forma umana, è un Witcher-like modernizzato con spada e magia del sangue. Da vampiro, è molto più viscerale con teletrasporto, scalata delle pareti e artigli devastanti. Il sistema a quattro direzioni in stile Kingdom Come Deliverance rende i combattimenti più proattivi rispetto a The Witcher 3.
Come gira il gioco a livello tecnico su PC e console?
Su PC in ultra a 1440p, GameBlog ha registrato oltre 100 fps, tranne nella città principale dove i cali sotto i 60 fps di giorno destano qualche perplessità. La Xbox Series S è limitata a 30 fps. Si consiglia una patch day one prima di orientarsi sulla versione console.

Da ricordare

  • La scrittura è il vero colpo da maestro del gioco, con scelte tra umanità e sete di sangue che possono letteralmente uccidere PNG importanti se trascurate di nutrirvi.
  • La meccanica duale giorno/notte trasforma radicalmente il gameplay: umano con spada e magia del sangue da un lato, vampiro con teletrasporto e artigli devastanti dall'altro.
  • Il sistema di combattimento a quattro direzioni dimostra molta più proattività rispetto a The Witcher 3, in particolare nei duelli con i boss.
  • Servono circa 50 ore per completare l'essenziale in Difficile, con missioni varie (sabotaggi, cacce, esorcismi, rovine).
  • Il mondo aperto calcato su The Witcher 3 sa di stantio dopo 11 anni, con troppo terreno vuoto tra i punti di interesse e un bestiario poco vario.

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