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Prova The Relic: First Guardian - del potenziale, ma troppe sbavature secondo IGN
In breve
The Relic: First Guardian propone un'esplorazione generosa e un sistema di armi variegato ispirato ai Soulslike, ma IGN nota una finitura tecnica insufficiente rispetto alle sue ambizioni: framerate instabile nei combattimenti contro i boss, animazioni bloccanti e hitbox approssimative. Il verdetto: 6/10 per un action-RPG piacevole ma frenato dai suoi difetti di realizzazione.
The Relic: First Guardian, sviluppato da Project Cloud Games, invia il vostro personaggio - il Primo Guardiano - su Arsilthus, un mondo di dark fantasy corroso dal Nulla da quando la Grande Reliquia si è spezzata. In superficie, sembra un Soulslike: fuochi da campo sotto forma di stele, combattimenti impegnativi, narrazione criptica fin dalla prima cinematica. Ma la formula devia rapidamente verso un action-RPG più classico - morte non punitiva, nemici che non ricompaiono alle stele, resistenza consumata solo dalle schivate e dalle parate (non dagli attacchi). È più nervoso, più accessibile, con sei alberi dei talenti legati ad altrettante famiglie di armi e un sistema di progressione basato sull'esplorazione piuttosto che sul grind di XP.
Ciò che funziona davvero bene secondo IGN
L'esplorazione sembra essere la vera spina dorsale del gioco. Le mappe si aprono progressivamente, si costruiscono in zone logiche e coerenti, e ogni deviazione viene ricompensata - arma unica, materiale da forgia, reliquia preziosa per gli alberi delle abilità. Non si avverte mai il riempimento artificiale, il che è raro in questo segmento. Project Cloud Games ha chiaramente puntato su questo aspetto, e paga.

Anche il sistema delle armi merita di essere sottolineato, ci dice il giornalista. Passare dalla spada corta + scudo all'ascia a due mani equivale quasi a cambiare gioco: fisica diversa, inerzia, tempismo, capacità proprie a ciascuna famiglia. Ogni pezzo di equipaggiamento trovato è unico - niente loot casuale a palate, ma oggetti pensati. E l'atmosfera reagisce alle vostre vittorie: sconfiggere un boss dissipa il temporale sopra la zona. Piccolo dettaglio, grande effetto.
Ciò che non va - e non va seriamente
I combattimenti contro i boss concentrano tutti i difetti in una volta sola. Le animazioni lunghe bloccano il vostro personaggio per diversi secondi senza possibilità di annullamento, le hitbox si rivelano approssimative, la telecamera si imbizzarrisce nelle arene affollate. Ed è proprio in questi momenti che il framerate crolla su PS5 - lontano dai 60 fps stabili, spesso intorno ai 30 fps nelle zone cariche di effetti. Ernan, il Signore Affamato, incarna da solo questo problema: boss visivamente impressionante, combattimento illeggibile a causa del sovraccarico di effetti e dei cali di prestazioni. Il giornalista ci confida di essere morto più a causa della tecnica che del gap di abilità, il che, converrete, è la peggiore delle frustrazioni in un gioco che richiede precisione e tempismo.

L'ergonomia generale accumula anche piccole frizioni: posizionamento preciso per interagire con i PNG o i forzieri, blocco dell'interfaccia durante i collezionabili audio, aliasing marcato, texture al di sotto di ciò che l'Unreal Engine 5 permette abitualmente.
Il verdetto
Il voto di IGN France si attesta a 6/10, il che corrisponde all'analisi: un RPG accattivante con una vera identità, ma limitato da una rifinitura insufficiente per il suo livello di ambizione. Se avete apprezzato Steelrising o gli action-RPG AA che accettano i propri limiti tecnici, The Relic merita un'occhiata - con pazienza. Al contrario, se la stabilità tecnica è non negoziabile, aspettate le patch...

Punti di forza
- Esplorazione ricompensata a ogni deviazione, mai artificiale
- Ogni arma modifica profondamente il gameplay, non solo le statistiche
- Mondo coerente con ripercussioni visive reali sulle vostre vittorie
- Sistema di progressione basato sulla curiosità piuttosto che sul grind
Punti deboli
- Framerate instabile su PS5 non appena effetti di luce e particelle si accumulano
- Animazioni delle abilità non annullabili che vi espongono in pieno combattimento contro i boss
- Telecamera che si imbizzarrisce nelle arene affollate, leggibilità sacrificata
- Ergonomia rigida: interazioni ad attivazione precisa, interfaccia bloccante sui collezionabili
Verdetto
Un RPG curioso e generoso nell'esplorazione, sabotato da prestazioni console indegne della sua ambizione.
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Un action-RPG AA piacevole ma tecnicamente acerbo, cosa ne pensate?
Domande frequenti
The Relic è davvero un Soulslike?
Perché i combattimenti contro i boss sono così frustranti?
C'è del grinding di XP obbligatorio?
A chi è consigliato questo gioco?
Da ricordare
- L'esplorazione è il vero punto forte del gioco, con mappe coerenti dove ogni deviazione ricompensa senza riempimento artificiale.
- Il sistema di armi brilla per la sua varietà — cambiare equipaggiamento cambia quasi il gameplay e le sensazioni di combattimento.
- I boss concentrano tutti i problemi: animazioni non annullabili, hitbox poco precise, framerate che scende a 30 fps su PS5.
- La morte non punitiva e i nemici senza respawn allontanano il titolo dai veri Soulslike nonostante l'apparenza iniziale.
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