Recensione NBA 2K27: la simulazione più ricca, forse un po' troppo sicura di sé secondo IGN France
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Recensione NBA 2K27: la simulazione più ricca, forse un po' troppo sicura di sé secondo IGN France

Fabian Fabian Lainé
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Comprate NBA 2K27 se cercate la simulazione di basket più completa sul mercato e siete pronti a chiudere un occhio su qualche appuntamento mancato sul fronte contenuti. Lasciatelo sullo scaffale se speravate in una vera rivoluzione: è un'ottima annata dal punto di vista tecnico, ma un'annata che gestisce soprattutto il suo enorme patrimonio esistente piuttosto che rinnovarlo.

Per chi arriva nuovo: NBA 2K è LA saga del basket da due decenni, con la sua carriera narrativa MyCAREER, la sua gestione di franchigia MyNBA, la sua modalità collezione di carte MyTEAM, il suo hub sociale online The City e ormai anche il suo corrispettivo femminile The W. Quest'anno, l'arrivo del DLSS 5 su PC cambia chiaramente le carte in tavola dal punto di vista visivo.

Cosa funziona secondo IGN France

Il rendering grafico, appunto, è impressionante. Il DLSS 5 non si limita a levigare un volto: omogeneizza tutta la scena, pubblico compreso, panchine comprese, e avvicina finalmente la serie al fotorealismo che persegue da anni. È probabilmente il primo gioco a dare un vero senso al termine "next-gen" su questa tecnologia.

MyNBA resta il punto forte assoluto del pacchetto. La gestione di franchigia ha una profondità rara, con quest'anno un sistema di fiducia dei giocatori che rende decisamente più muscolari le trattative: promesse di reclutamento, garanzie contrattuali, bonus di prestazione. È role-play da direttore sportivo allo stato puro, anche se il giornalista ci confida di rimpiangere il fatto di non poter negoziare un minutaggio garantito.

Sul fronte gameplay con il pad in mano, resta ciò che è sempre stato: profondo, esigente, capace di restituire un basket credibile se si gioca di squadra e si rispettano i profili. Le taglie contano, i sistemi offensivi contano, i mismatch contano. È sempre la simulazione più riuscita del genere, ampiamente davanti a tutto ciò che offre la concorrenza sportiva.

Cosa non funziona

Il problema è che diverse "novità" sanno di riciclo dichiarato. MyCAREER Eras fonde letteralmente MyCAREER e MyNBA Eras senza una messa in scena propria, e per di più si scontra con fastidiose lacune di licenze per una modalità che dovrebbe celebrare la storia della lega. Il prologo Fire and Concrete, invece, si dilunga per una dozzina d'ore mentre il suo contenuto (liceo, G-League) è chiaramente il meno interessante del gioco, sempre secondo IGN.

Altro problema, più strutturale: le Signature Shots permettono a qualsiasi giocatore di tirare fuori combinazioni degne di un Curry, spezzando la coerenza simulativa non appena si gioca in modo competitivo. E la cooperazione locale, semplicemente assente, resta incomprensibile per un gioco sportivo nel 2026.

Alla fine, NBA 2K27 resta il punto di riferimento indiscusso della simulazione di basket, sostenuto da un vantaggio tecnico e da contenuti che nessun altro possiede - ma la sua ambizione creativa arranca di fronte alla propria accumulazione di sistemi.

Punti di forza

  • Integrazione del DLSS 5 impressionante, quasi fotorealistica con pubblico e scenografie incluse
  • MyNBA sempre profondo, con un sistema di fiducia dei giocatori che rafforza il ruolo di direttore sportivo
  • Gameplay con il pad in mano sempre il più riuscito del genere sportivo
  • MyTEAM più sano con il ritorno delle asste, senza una pressione pay-to-win schiacciante

Punti deboli

  • MyCAREER Eras e MyNBA Legacy danno un'impressione di riciclo di sistemi esistenti senza una vera messa in scena
  • Prologo Fire and Concrete troppo lungo per il suo contenuto meno interessante del gioco
  • Signature Shots utilizzabili da qualsiasi profilo, che spezzano la credibilità simulativa in competitivo
  • Assenza totale di cooperazione locale in MyCAREER, difficile da giustificare nel 2026

Verdetto

Tecnicamente impressionante e sempre fuori categoria, NBA 2K27 gestisce più il suo impero che non lo reinventa.

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